
E l'ultimo giorno è andato... mi sembra ieri che arrivai di fronte a quel portone antico, credendo di non aver ripetuto abbastanza la notte prima il capitolo sull'uso di Access dalle vecchie dispense di informatica... restai impalata davanti all'ascensore che non arrivava e Lisa fu costretta a scendere per verificare il grado di demenza della nuova stagista, ma quei tre piani sembrarono troppo veloci e vicini. Ero convinta che al mio primo tocco di pc, il database cinematografico digitale più importante d'Italia sarebbe esploso (come quando la mia ex-stampante fece davvero la fiammata anche se nessuno ci crede) e tutti i cinefili del web sarebbero esplosi di rabbia con lui (lui, il database). Ero così tesa che i muscoli del collo e delle spalle persero la loro già scarsa elasticità per i primi 5 giorni... avevo sempre un'espressione tra lo spavento e la finta indifferenza e gli occhi perennemente spalancati, pronti a captare ogni mossa, ogni informazione, ogni gesto. Dio mio, cosa avranno pensato? Il blocco sull'uso della parola col capo e col capo dei capi durò diverse settimane... per fortuna che santo skype provvedeva intanto ad articolare i miei pensieri e le mie richieste in forma scritta, visto che la voce tardava ad arrivare. Brontolo sempre alla mia destra, mai una parola e una considerazione... ma in fondo era sempre intento ad ascoltare la Spears nel suo Ipod... e quando mi dissero che dovevo scrivere la biografia di Marina Massironi??? Pensavo di dover scrivere Il Gattopardo... ci misi un'eternità.. chiedevo sempre se andava bene, in continuazione... chiedevo sempre, se potevo andare in bagno o prendere il caffè, se potevo cambiare la foto di Christian Bale perchè non era a mio avviso sufficientemente fica.. e la cucina di Chiara??? Maledetto color melanzana che ha accompagnato tutte le nostre pause caffè... e il drenaggio delle gambe??? E le pause pranzo? Sono arrivate tardi.. perchè non mi sembrava corretto pranzare con chi lì ci lavorava per davvero.. io ero la schiava no? Al massimo il pranzo avrei dovuto cucinarlo e servirlo io! Ma non mi sono mai sentita così... usavano perfino i loro buonipasto per pagarmi la schiacchiata con la mortazza! Gli stagisti vanno nutriti se no non rendono! E quella riunione in cui anche il mio nome compariva tra i compiti assegnati??? E quell'emozione che non trova parole quando ti affidano un pezzo nuovo... ne vogliamo parlare? Kubrick, Coppola, Cannes, Hugh Laurie, Jessica Lange e tanti altri...Tutto quello stare in mezzo a comunicati stampa, concessionarie di pubblicità, acquisizioni, news da pubblicare e recensioni da validare... è l'aria di redazione. Un piacere da respirare, purifica, fa fare plinplin, specialmente dopo una mattinata nello smog di via ponte alle mosse. E la mia prima (e unica per fortuna) conferenza stampa e proiezione? Ho rischiato di restare fuori dalla multisala se quel puttanone di chissà quale giornale con gli zatteroni leopardati non mi avesse lasciato quella porta aperta di soli 23 cm... e io che vedo il film col Paci di fianco? Tutti mi guardavano come se mi fossi imbucata a un party di Elton John.. si vede che la faccia di giornalista non ce l'ho. E la chat con la cagna della Chiatti saltata mezz'ora prima? Pubblichiamo una smentita? Chiamiamo il direttore! Le domande sotto copertura a quel figo di Luca Argentero e i primi complimenti del capo dei capi. Non si può visualizzare tutto... ma tutto può essere concentrato nella scena di oggi... con Lisa e Ale che scendono a prendere i biscotti di nascosto e il capo dei capi che si offre di prendere addirittura lo spumante per me.. credo di essere stata l'unica stagista ad avere avuto questo trattamento... e con le braccia di Chiara ancora strette al collo, il sorriso di Lisa con i biscotti da scartare e la mano di Ale sulla spalla percorro per l'ultima volta quel corridoio, Marilyn Monroe ammicca per l'ultima volta dalla parete, e mi chiudo la porta della redazione alle spalle. Mi mancherete.
Forse potrei fare a meno di te... potrei poco alla volta togliere la dimensione di necessità da ogni cosa di te e che a te si riconduce, ma c'è una cosa che mi manca a prescindere... sempre... è come mi sento quando ti abbraccio... quel sentirti familiare mentre mi stringi...
Credo di essere una di quelle persone che proprio non riesce a concentrarsi e dedicarsi a due cose contemporaneamente. Devo per forza sfruttare tutte le mie energie e dare tutto ad una sola cosa, che sia una persona, un esame, un libro. E così mi ritrovo a sentire la mancanza della redazione durante il weekend. La trovo una cosa molto patetica che, a ventiquattro anni, sto in casa il sabato sera e penso a tutto quello che avrò da fare lunedì. Non vedo l'ora che arrivi lunedì. La redazione assorbe tutta me stessa. Mi faccio tenerezza. Ma l'idea di essere parte di quel posto è una sensazione che quasi mi fa raggiungere la pace dei sensi (e dico quasi perchè penso che dal quel punto di vista il sesso resti sempre al primo posto.. o no?!). Per la prima volta ho capito davvero il motivo di tutte le scelte fatte finora. Avevo perso la voglia. Di provarci. E, invece, una volta dentro, ho pensato che in questo mondo vorrei ficcarmici anche se a fatica, anche se poi vorrà dire accorgersi al secondo anno di non riuscire a pagare l'affitto il primo del mese. Tutti intorno a quel tavolo, con le recensioni da consegnare, le schede dei film in ritardo, le biografie da aggiornare che si moltiplicano minuto dopo minuto. E la cosa bella che quando c'è da scrivere... si scrive di storie, in fondo. Il cinema è un concentrato di storie. Di qualsiasi tipo, in qualsiasi forma, con qualsiasi finale. E forse scrivere di storie è una delle cose che meglio so fare. Ho concluso le mie prime tre settimane e sono soddisfatta. Ho stupito non solo gli altri, ma soprattutto me stessa. Quando c'è stato da tirare fuori i coglioni l'ho fatto. E questo non vuol dire che non mi sia lamentata di essere incapace almeno 7245 volte al giorno. Però c'è chi ti incoraggia, ti dice che sei capace di fare quello che ti hanno chiesto. Cazzo, è vero! Essere orgogliosi di se stessi è una sensazione che non avevo mai provato davvero fino ad ora. E che mio fratello, l'essenza del cinefilo, si fosse dichiarato orgoglioso di me è una cosa indescrivibile. Dopo tre settimane ho già avuto tutto: un pezzo importante, l'adorazione da parte dei colleghi, un amore segreto per uno dei miei capi, la puntualità estrema, una chattata con un attore, le riunioni del lunedì, e per ultimo, anche le attenzioni del capo dei capi, che fino a quel momento aveva ovviamente ignorato la mia appartenenza al genere umano. Il concetto astratto e concreto insieme di redazione mi assorbe talmente tanto da aver sostituito, quasi completamente, quella di un certo barista. Tutto quello che io e lui avevamo previsto si è verificato. Anche più velocemente delle previsioni. Tutti pensano che sia un bene per me e un male per lui, ma non è così semplice... il male e il bene non li abbiamo mai distinti. E finisce così? Con un lavoro che sostituisce un uomo? Di sicuro anche se sono alla prima esperienza in redazione tutto mi riesce facile... con lui non c'è stata una cosa giusta che ho beccato a primo tentativo, e nemmeno al secondo, al terzo... morirò sola, con il gatto che mi mangia la faccia, ma con il mio nome su un bellissimo articolo di commemorazione su Kubrick. So' soddisfazioni. Indipendentemente dalle premesse e dal fatto che non sia vero, è peggio sentirsi soli o vedersi soli? Perchè la sfumatura io la avverto... e in entrambi i casi non è una sensazione piacevole.

E tutto perchè mancano 48 ore al mio compleanno... vorrei essere già a 49.
Non buttiamoci giù
Nick Hornby

Martin: "Stavo... ecco, avevo anch'io intenzione di buttarmi. Volevo usare la sua scaletta." Ecco a cosa tutto si riduce: scalette. Cioè... non scalette nel senso letterale: il processo di pace in Medio Oriente non si riduce alle scalette, e neanche i mercati finanziari. Ma se c'è una cosa che ho imparato intervistando la gente nello show, è che argomenti di enorme portata si possono ridurre in parti piccolissime, quasi la vita fosse un modellino Airfix. Ho sentito un leader religioso attribuire la propria fede al lucchetto rotto di una rimessa nel giardino (da bambino era rimasto chiuso dentro per una notte, durante la quale Dio lo guidò attraverso le tenebre); ho sentito un ostaggio raccontare di essere sopravvissuto perchè uno dei suoi rapitori era affascinato dalla tessera dello zoo di Londra che aveva nel portafoglio. Hai un bel parlare di grandi cose, ma poi sono i lucchetti delle rimesse e le tessere dello zoo che ti ancorano a terra: senza di loro non sapresti da che parte si comincia. Specialmente quando sei il conduttore di Buongiorno Inghilterra con Penny e Martin. Non potendo parlare del perchè eravamo così infelici da desiderare che i nostri cervelli colassero sull'asfalto come un frullato di McDonald's, io e Maureen abbiamo parlato della scaletta.
Maureen: Pensandoci su un attimo, io e David eravamo agli opposti. Lui si è suicidato perchè i suoi figli erano andati via, e io volevo farlo perchè mio figlio era ancora in vita. Bè, sono situazioni che capitano un sacco di volte. Ci devono essere persone che si suicidano perchè il loro matrimonio è finito, e altre perchè non vedono una via di uscita da quello in corso. Mi son chiesta: chissà se vale proprio per tutti, che ogni situazione infelice ha una situazione infelice che ha il suo opposto. Bè, per la gente con i debiti non ce la vedevo. Nessuno si è mai suicidato perchè aveva troppi soldi. Quegli sceicchi pieni di petrolio non sembra che si uccidono troppo di sovente. O se lo fanno, nessuno ne parla mai. Comunque, forse nell'idea degli opposti un suo perchè c'era. Io avevo qualcuno e David non aveva nessuno, e lui si era buttato e io no. Quando si parla di suicidio non c'è nessuno che batte un altro, non so se mi spiego. Non c'è nessuna corda che ti tiene.
Jess: Volevo Chas, e lui non mi voleva, e di colpo ho capito che la migliore cosa sarebbe stata semplicemente accorciare la vita il più possibile, e che ero a una festa alla Casa dei Suicidi, e la coincidenza era forte da matti. Sembrava proprio un messaggio di Dio. Vabbè, era una delusione che tutto quello che Dio aveva da dirmi fosse, tipo, buttati giù dal tetto, ma non potevo fargliene una colpa. Che altro avrebbe dovuto dirmi? Allora mi son sentita addosso tutto il peso- il peso della solitudine, di tutto quello che era andato male. Mi sentivo un'eroina, a fare le ultime rampe della casa fino al tetto, trascinandomi quel peso addosso. Buttarmi sembrava l'unico modo per liberarmene, per far girare la ruota in mio favore piuttosto che contro di me; mi sentivo così pesante che ero sicura che avrei sbattuto contro la strada in un niente. Avrei stabilito il record mondiale di caduta da un palazzo.
JJ: Passiamo tutti tanto tempo senza dire cosa vogliamo perchè sappiamo di non poterlo avere. E perchè sembrano robe rozze, o ingrate, o sleali, o infantili, o stupide. O anche perchè siamo talmente disperati da fingere che le cose siano come devono essere, e sembra una mossa falsa confessare a noi stessi che non lo sono. Su, forza, sputa cosa vuoi. Magari non ad alta voce, se c'è il rischio di finire in un casino. "Vorrei non averlo mai sposato". "Vorrei che fosse ancora viva". "Vorrei non aver mai fatto figli con lei". "Vorrei avere una barca di soldi". "Vorrei che tutti gli albanesi tornassero nella loro Albania di merda". Qualunque cosa sia dilla a te stesso. La verità ti renderà libero. Oppure ti beccherai un pugno sul muso. Sopravvivere a qualsiasi vita tu stia vivendo significa mentire, e l'inganno corrode l'anima: quindi, almeno per un minuto, molla le bugie.
Attraverso una tempesta, due orecchini di perle e un barattolo di sabbia...
Due maniche di camicia arrotolate sull'avambraccio, il bracciale d'acciaio si muove seguendo le curve dei suoi gesti, il locale è vuoto perchè fuori c'è tempesta. Voglia di una sigaretta per ingannare il tempo, lo sguardo fisso sui fari arancioni che illuminano la pietra viva, ha il suo cappotto nero, quello delle giornate d'inverno pieno. Una boccata e il pensiero si allontana, attraversa la tempesta e raggiunge una ragazza. Una boccata ancora e la mano cerca il telefono nella tasca, l'ultima boccata e sente il calore di chi non c'è. La mente si abbandona e si riempie di lei. Dei suoi capelli, dei fiori disegnati sul vetro, di un abbraccio che stringe un pianto, della musica della domenica mattina, degli sguardi bassi dentro le stesse mura, dell'odore di kiwi, delle coperte da comprare e condividere nel buio. Natale sembra domani.
Un dolcevita nero e i suoi orecchini di perle. Mentre si aggroviglia nei suoi capelli corvini squilla il telefono. E la sua voce raggiunge una ragazza lontana. Racconta di un compleanno decorato con quarantotto rose rosse e di un amore che vuole essere vissuto, ma un altro amore reclama una scelta. Le sopracciglia folte si muovono impercettibilmente in un affanno. Si stendono rilassate quando quell'affanno si divide in un'esatta metà. Il soggiorno nel quale affonda i tacchi nervosamente porta il profilo di sua madre. E' apparso il primo decoro natalizio sul tavolo. Lo tocca con una mano e pensa che quell'amica presto camminerà per le strade assolate accanto a lei con un cappello da babbo natale. Rideranno. E non ci sarà bisogno di premere il ricevitore contro l'orecchio per sentirla più vicina. Un torna presto e un sorriso invisibile da due posti molto lontani.
Le coperte già aggrovigliate anche se è ancora presto. Un morbido color miele arruffato reclama tutto lo spazio. Lui dorme mentre un popolo di fotografie lo osserva dalla parete. Una guncia rossa sbuca da sotto il piumone verde e blu. Un barattolo di sabbia reclama una visita. Lo chiama a sè, a un'amicizia che è cresciuta lasciando i segni della sua scalata su un muro di pietra. E' che a volte non si passa di fronte a quel muro ma i segni sono lì. Pennarello nero e tacche orizzontali. Il barattolo di sabbia lo invita a fare un lungo viaggio, a salire per ripide stradine, a ridere con le labbra sporche di cioccolata calda sotto un albero di natale maestoso, a fissare uno schermo coccolato da un esercito di cuscini soffici come lo zucchero filato, a sentire strane favole sulle calze appese al camino, a conoscere quei volti che spiegherebbero tutto quello che ancora c'è da spiegare. Un viaggio che renderebbe tanto felice una ragazza che presto sarà lontana.
... che io mi accontento di poco...
No insomma.. volevo dire.. che quando uno si alza la mattina senza aver sentito la sveglia, mentre chi dovevi andare a prendere in stazione probabilmente è lì da un pezzo e ti dirigi verso il bagno con il pigiama in pail rosso da sembrare un babbo natale in anticipo con una caviglia così gonfia da essere a un passo dal fosso senza nemmeno arrivarci a portare i regali di natale, e ti dicono che fare la doccia non è una buona idea, perchè l'acqua al massimo viene giù leggermente tiepida e ti chiedi come sia possibile se la caldaia ha solo sette giorni di vita ed è all'ultima moda con il display psichedelico che ti dice anche di che umore è, mentre con gli occhi ancora gonfi cerchi di focalizzare un punto impreciso del libretto di istruzioni e poi con la voce da trans chiami il tecnico e la tua amica è lì che aspetta, ma per la tua caldaia non c'è niente da fare è di umore pessimo, pessimissimo e si dovrà aspettare, ma non ti arrendi e ti fai una doccia che sembra il bagno sotto le cascate del Niagara il 2 di gennaio, ma esci lo stesso di casa, anche se non sei riuscita a lavarti i capelli e tu odi uscire con i capelli sporchi e con la coda alta, e c'è da fare la coda lunga più che alta per pagare le bollette alla posta, ma la tua amica è sana e salva che girella vicino alla stazione, ma raggiungerla non è un'impresa facile perchè c'è una manifestazione e il centro è tutto bloccato, però aspetti sperando di aver messo il secondo maglione prima di uscire di casa perchè l'autobus è in ritardo di trentacinque minuti e si gela.. ma dopo aver mandato a cagare un extracomunitario che ti segue chiedendoti se sei sposata e ti metti a parlare con l'assistenza clienti sperando che capisca che non è giornata per rompere i coglioni perchè già va una merda e sono solo le 11 del mattino.. e allora ti chiedi se siamo in una puntata di Miss. Bean.. perchè altrimenti non c'è un'altra spiegazione... però è anche vero che sei una persona semplice, che ti accontenti di poco, che mica vuoi che l'uomo della tua vita lasci la donna che c'ha a casa per sposarti in polinesia con un orribile gonnellino di paglia e la corona di fiori, mica speri di laurearti senza ostacoli nè di trovare qualcuno che accetti il tuo progetto di tesi al primo tentativo, che mica speri che le caldaie siano oggetti perfetti, che mica speri che il comune abolisca le lucine di natale perchè ti deprimono, che mica speri che il film di Harry Potter esca prima solo per farti contenta, che mica speri di trovare un'appartamento dove tutto funzioni con la bacchetta magica.. insomma mi butto sul semplice.. sul necessario, vitale, basilare.. tipo questo...

Lei è Erika, l'amica che girellava in stazione... e lui è... lui è un nuovo amico con dentro un cuore dolce, verde, al sapore di pistacchio... che ha salvato una giornata e una povera fanciulla che ultimamente si lascia abbattere per niente.. e non va bene...
Imparare dal vento
Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere
Dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
E avere la pazienza delle onde di andare e venire
Ricominciare a fluire
Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare
A tutti quelli che partono, scappano o sono
sospesi
Per giorni, mesi, anni
In cui ti senti come uno che si è perso
Tra obiettivi ogni volta più grandi
Succede perchè in un istante tutto il resto diventa invisibile
Privo di senso ed irraggiungibile
per me
Succede perchè fingo che va sempre tutto bene
Ma non lo penso in fondo
Torneremo ad avere più tempo e a camminare
Per le strade che abbiamo scelto che a volte fanno male
Per avere la pazienza delle onde di andare e venire
E non riesci a capire....
Succede perchè in un istante tutto il resto diventa invisibile
Privo di senso ed irraggiungibile
per me
Succede anche se il vento porta tutto via con sè
Vivendo
Ricominciare a fluire
...e quanto importi nella vita non già di essere forti, ma di sentirsi forti...
Into the wild. Guardatelo.
Impossibile è reale.
Strana la vita. Ti propone spesso dei contrasti a tinte forti. Ho avuto la possibilità di avere a che fare in un arco temporale di soli sette giorni con due categorie opposte di uomini. C'è l'uomo che ti fa pesare ogni cosa, quello che crede che uno squillo-pensiero sia la più alta manifestazione d'affetto, che crede che chiedere come stai sia ormai troppo retrò, quello che ti ama (a modo suo) ma non te lo dice perchè è una cosa scontata, lo stesso che crede che il sesso sia una forma di devozione moralmente superiore a qualsiasi altra, quello che non ha le palle per prendersi le responsabilità di una relazione. E poi invece ti ritrovi a rileggere delle email di qualcun'altro... qualcuno che nel 2008 ti scrive che stai diventando una donna fantastica, che conserva gelosamente e con devozione ogni cosa che ti riguardi, che ti dice di ricordare tutti i momenti passati con te a memoria e che è sicuro che nella vita ci si innamori una sola volta e che tu sei l'unica e sempre lo sarai. Quello che passa le giornate ad aspettare una tua chiamata o un tuo sms. Quello che dedica a te tutto il tempo che ha a disposizione. Che ti mette in cima alla lista. Sempre. Così strano e improbabile che sembra il copione di un film. Eppure è vero. Ho le prove. Mi sembra quasi che i due opposti si annullino a vicenda. Che uno è così estremo da rendere ridicolo l'altro. Che nella loro estrema follia non possano essere realistici entrambi. E allora è come se li confinassi in un mondo altro. Ma quello che mi fa ritornare sulla Terra, quella di noi essere umani, è che.. a pensarci bene... entrambi siano relazioni impossibili. Per due motivi enormi come due macigni che è inutile rivelare. Ma che mi fanno pensare che ciò che le rende entrambe due relazioni reali è proprio la loro impossibilità. Credo che la ricerca dell'uomo impossibile sia un dettaglio della mia vita che dovrei smetterla di trascurare. Queste due categorie di uomini sono presenti nella mia vita semplicemente perchè sono storie impossibili. Affascinante.
Il nuovo acquisto della Ferrari per la prossima stagione.
Il mio pensiero
Adesso che sei dovunque sei
chissà se ti arriva il mio pensiero
chissà se ne ridi o se ti fa piacere
...
e adesso che sei dovunque sei
ridammelo indietro il mio pensiero
deve esserci un modo per lasciarmi andare
(Luciano Ligabue)
La domenica sportiva
La Formula1 sembra diventata la parodia di se stessa. Di certo lo è diventata la Ferrari, che dal post-Schumacher forse non si è ancora ripresa: i cambiamenti nell’organigramma dirigenziale non hanno portato grandi risultati, troppi errori nelle strategie, troppe imperfezioni ai box, mancanza di piena affidabilità delle vetture. Belli i tempi in cui Ross Brawn mangiava la sua banana mentre Schumacher doppiava il secondo in classifica negli ultimi giri. Massa, affetto da sfiga fantozziana, sbatte il muso contro il sensore del bocchettone.. mai affidarsi alla tecnologia. Meglio l’omino con la paletta. Più sicuro e più scenografico. Raikkonen non credo meriti più di cento caratteri, peggio di un anonimo sms. Ma questo qui, le palle ce le avrà da qualche parte? Dorme, non rischia, non punge, non aiuta il compagno, non porta punti alla squadra, ma anzi pensa bene di farle perdere la testa della classifica costruttori. C’avrà avuto un attacco di diarrea e decide di finire la sua gara a cinque giri dal termine, schiantandosi su un muretto. Poverino, non poteva proprio trattenerla. Insomma… ricostituente come un Imodium. Ma noi italiani, da inguaribili ottimisti, gli rinnoviamo il contratto e lasciamo a piedi un certo Alonso. Contenta che almeno abbia vinto lui il primo Gp notturno, il suo gesto della papera fa quasi tenerezza. Deve essere frustrante sapere di avere le capacità e non poterle esprimere, tenere a bada quel mostro di talento che hai dentro per mancanza di mezzi. Per me resta il miglior pilota del circus. Che questo ritorno sul gradino più alto del podio, dopo un intero anno, sia di buon auspicio. A proposito di circus… con queste strambe regole in regime di safetycar e con questi circuiti sfavillanti, ma senza nessuna via di fuga, penso manchi solo Moira Orfei a fare il commissario di gara. Ma in fondo Mosley è troppo preso dai suoi festini nazisti per occuparsi di queste bazzecole. Hamilton? Il solito. Gara ottima, senza sbavature, raccoglie più di quanto semina, ci sono le Ferrari che pensano sia arrivato in anticipo Natale e distribuiscono regali a lui e a tutta la Mclaren. Speriamo almeno in un bigliettino di ringraziamento a fine campionato. Ci sono ancora tre round, ma la gara decisiva è stata peggiore di un incubo. Unico giochino divertente: investi il meccanico che ti sta sui maroni. Scherzi a parte, onore alla Mclaren che rompe poco e sbaglia ancora meno. Merita la testa della classifica. Ferrari, tutti a casa. Rivediamo i contratti e cominciamo a pensare al prossimo campionato.
Mentre scrivo, Alessandro Ballan diventa campione del mondo di ciclismo. Uno scatto fulmineo a meno di tre km dall’arrivo. Alza le braccia al cielo e il pomeriggio sportivo tricolore si rasserena. Bettini, dà le sue ultime pedalate agonistiche. Ci mancherà. Un applauso malinconico lungo una carriera. Grazie al Grillo per le sue imprese. Ah... "scusate il ritardo", ma Valentino Rossi è di nuovo campione del mondo. E ora tocca al Milan.
Noi, Amanti chiari.
Paolo Fresu - Almeno tu nell'universo

C’è un cielo che dal lilla passa al blu notte, con quelle nubi grigie, macchie di fumo immobili, che ancora riesci a guardarci oltre. Ci sono i rumori lontani della città, del traffico, le luci gialle e le insegne colorate che dicono che è finita la festa. C’è Paolo Fresu nelle orecchie, con la sua tromba e le sue note, intonate su ogni mio respiro. C’è un pensiero lontano. Di te. Penso a quanto spazio ci sia in sette giorni e a quanto tempo ci sia in mille km. Ci sono la tua assenza e la tua presenza in costante equilibrio, che si annullano l’un l’altra a tal punto che mi chiedo cosa sia reale. Non che tra realtà e sogno ci sia differenza. Sei entrambe. Le ombre scure di due amanti, proiettate sul cemento, mi sfiorano. Mi vedo lontana, in un giorno di sole, tra le tue braccia a sorridere. Felice. Noi, Amanti chiari. Vedo i tuoi capelli. Il mio indice sul profilo del tuo volto. Che ti scorre e ti percorre, ti disegna, ti scruta, ti accarezza e ti detesta. Questa volta non voglio risposte. So tutto. Devo averlo scritto su uno scontrino, lasciato da qualche parte. Vorrei solo non sentire la tua mancanza così tanto da non riuscire a respirare. Buonanotte. A te e alla nostra luna bianca.
Ciak
Ciak! Madonna mia, che faccia! Ma che mattinata!
che ancora un altro po' me la sarei dormita
ma c'è gente che mi aspetta, che non vede l'ora di battere il "Ciak"
Pensa che dolore se ci metti le dita
ma devo concentrami che la scena è partita
se poi non mi ricordo oppure sbaglio la battuta
sono tutti costretti a fare un altro "Ciak"
Ciak, Ciak, Ciak e passa la giornata
magari nel frattempo un'altra guerra è cominciata
una ragazza è sparita eppure l'altra torre è crollata
forse proprio mentre provi un'emozione
o stai polemizzando con la produzione: "Aò, e sò tre ore che aspetto!"
ci sei nel prossimo Ciak?
E allora tutti zitti con i propri dolori
che un giorno dopo l'altro nascono gli amori
dai che se no ti distrai... però ti bacerei
E dai! dai! dai! Sbrighiamoci che c'è la partita
a me non interessa, ho tanti guai nella mia vita
"ah si? come ti posso aiutare?"
Io provo a batterti un "Ciak"
Così facciamo finta di essere da un'altra parte
viaggiare, conquistare, fare scopa con la morte
sapere la verità... fregare la realtà!
Puoi fare il Papa, il pazzo, il furbo o l'assassino
cercare di far ridere alle sette del mattino
cacciare i guai dalla testa prima dell'ultimo "Ciak"
Spengono le luci, adesso è ora di dormire
son stanco al punto che sogno di non sognare
magari di non russare dopo che battono il "Ciak"
NANANANANANANANANANA...
Fateci addormentare...ci aspettano altri "Ciak"...
Sigla finale di Boris
Scritta ed eseguita da Francesco Pannofino
Oroscopo estate 2008

Amore: cari amici dell’Acquario, è apprezzabile il vostro tentativo di stare alla larga da certi luoghi di perdizione… la vostra epica resistenza di fronte a certi tavolini, in quelle piazze vestite a festa, con castelli medioevali in lontananza è da lodare… ma, ricordate, siete delle gran teste di cazzo per cui lasciatevi andare all’ennesimo colpo di testa. Resta comunque l’impegno profuso per ben cinque giorni, quattro ore e ventisette minuti come punto di partenza per la prossima chiusura. Si spera definitiva. Volete sapere il motivo? Dovreste guardare poco oltre il vostro naso. Mettete a fuoco anche se siete delle talpe mostruose… cosa vedete? Ecco. Quella è la via che il destino vi ha indicato, provate a seguirla. Strada impervia e piena di ostacoli, proprio come piace a voi. Stasera ti butti???
Amicizia: se l’irrefrenabile voglia di mandare tutti a cagare fa capolino già nella prima decade di agosto, fatelo pure. Avrete la luna dalla vostra parte. Avete resistito anche troppo. Fate valere i vostri principi, la vostra serietà e tutte le vostre esigenze. C’è bisogno di grandi pulizie di fine estate per cui mano al cellulare, cancellate almeno una dozzina di numeri dalla vostra rubrica. Vi renderete conto che gli amici migliori sono in altri lidi, raggiungeteli il prima possibile. Il mare lì sarà anche meno blu, ma il cielo no, è sempre più blu e così il vostro umore. Sorprese, visite inattese, mancanze inaspettate… godetevele, non pensate a nulla, non organizzate tutto cercando di fare bella figura… due pipaluri rrustuti e qualche marangiana china e tutto va a posto.
Salute: con Marte in opposizione e Saturno sfavato, passerete una delle peggiori estati della vostra vita sotto questo punto di vista. Attenzione al sole, un’eccessiva esposizione potrebbe portare a nuovo splendore le vostre cisti, facendovi sembrare affetti da peste manzoniana e non sarebbe un bello spettacolo. Attenzione anche ai dolori muscolari e alle tendiniti, potreste essere costretti a lunghe cure antinfiammatorie e a vistose fasciature e in estate non sono il massimo. Se il ciclo non arriva non preoccupatevi, Venere vi proteggerà da eventuali gravidanza provocate dall’immacolata concezione.
In conclusione un'estate da dimenticare all'insegna della resistenza... ricordatevi di stare lontano da tutto ciò che sia tecnologico, compresi i cellulari. Fate attenzione all'ultima settimana di luglio, tenete a bada gli ormoni. E attenti alla digestione delle malefiche purpetti di marangiani il giorno di ferragosto. Cercate delle attività che vi possano rilassare profondamente placando così l'acidume che si impossessa di voi tra il 10 e il 17 di agosto. Puzzle, libri, dipinti... lasciatevi andare e inserite la tanto cara modalità Zen. E pregate per un autunno migliore.
Rispetto.

Insonnia. Insonnia. Insonnia. Cerco di convincermi a dormire. E faccio il conto alla rovescia per capire quante ore mi restano per dormire. Domani sveglia presto perchè c'è una persona importante da sostenere in ansia pre e post esame. Ma il mio cervello proprio non ne vuole sapere di staccare. E per prima cosa vuole fare una smentita... forse non è proprio vero che dal nulla non si prova più niente. Era troppo bello per essere vero. Ho solo bisogno di affrontare la cosa con calma. E superarla. Non so bene quanto tempo ci vorrà per abituarmi all'idea. Ci vorrà il tempo necessario. Però lo devo fare da sola. Perchè solo io so quello che questi cinque anni hanno significato. Io e nessun'altro. Nemmeno lui lo sa. E allora vorrei tanto essere lasciata in pace. E vorrei che non mi venissero dette frasi di circostanza per convincermi che tutto in fretta passerà. Perchè è come non voler rispettare il mio dolore. E' come non voler rispettare quella intera settimana di aprile passata nel letto senza la forza di alzarsi quando avevo appena iniziato a vivere da sola. Quei dieci kg persi in poco più di un mese, mentre mia madre contenta credeva che avessi ripreso chissà quale dieta. Quei mesi interminabili in una città sconosciuta da sola. Dove da sola vuol dire davvero senza nessuno nel raggio di almeno duecento km. Ognuno ha i suoi dolori. Non si possono quantificare. Non c'è uno che vale più di un altro. E le frasi di circostanza dette per minimizzare non aiutano. Il rispetto per ciò che ho provato, provo e affronterò invece serve. E forse anche il silenzio certe volte aiuta. Forse c'è solo una persona che sa cosa sto provando. Che sa che sapore hanno queste lacrime perchè ne ha viste tante in questi anni. E' a lei che penso adesso. A lei che tra poco finalmente rivedrò e che sarà l'unica in grado di dirmi da dove cominciare. Anzi ricominciare. 'Notte Laura.
Fran.
Alessandro Baricco in Novecento scriveva: "A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'è una ragione. Perchè proprio in quell'istante? Non si sa. Fran. Cos'è che succede a un chiodo per decidere che non ne può più? C'ha un'anima anche lui poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo le sei meno un quarto, d'accordo, allora buona notte, 'notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto: fran. Non si capisce. E' una di quelle cose che è meglio se non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli, un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio."
Non lo so perchè proprio oggi. In cinque anni proprio oggi. Senza che niente fosse accaduto. Così in tre minuti prendi e scrivi. Dici addio. Non senti più niente. E ti chiedi perchè hai avuto paura, perchè non lo hai fatto prima. E ti chiedi in quale buco cosmico sia finito tutto quell'amore. Non voglio pensare a tutto quello che ora verrà. A tutte le frasi a effetto che ascolterò. A tutte le grandi gesta d'amore che vedrò. Ora non hanno più alcuna importanza. Davvero è così? Non si sente più nulla? Non fa male? E io che credevo in chissà quale devastazione. Forse c'è qualcosa che mi ha spinto. Forse c'è una molla che è scattata e che in passato non c'è mai stata. Ma il punto non è questo. E' il mio non aver paura il punto. Il mio chiudere tutto così, senza tante storie, nè giri di parole. Dopo una bella serata, un cinema, un esame, tante risate e un'ottima birra doppio malto... fran. Senza che nulla accada. Fran.
What's the problem???
E' diventato sbagliato essere esigenti con le persone? Io credo sia diventato necessario. Non voglio far pesare la mia esigenza alla gente. Osservo e traggo le conclusioni sulla base del miei parametri. Vi sembra un po' troppo? Benissimo. Quella è la porta. Grazie e arrivederci.
Faccio sempre così. In certe giornate mi metto a pulire e sistemare la stanza. Come se fosse l'unica cosa che mi impedisce di pensare. Oppure altre volte cerco di scappare. Di prendere un treno per Bologna. Quando sto per andare in pezzi o quando lo sono già mi ritrovo in quella città. Forse sono i portici che mi danno l'idea di protezione e al solo pensiero già sto meglio. Sto meditando se quel treno prenderlo oppure no. Stando a quello che Laura dice di me, di quanto ora le sembri diversa rispetto al passato... forse quel treno non dovrei prenderlo. Troppo facile. Troppo scontato. Appartiene alla vecchia Serpica. Ora invece c'è quella nuova. Come se avessi capito cosa vuol dire... ci ero quasi arrivata, poi mi son persa per strada. Oppure un'altra strategia è quella di cercare conforto in quell'uomo lì. Il solito. Lo trovo così triste cercarti solo quando qualcosa non va... ed è così triste che tu mi cerchi solo quando sto per tornare. Con quei messaggini sempre uguali, giocando sempre la carta del "stanotte ti ho sognata". Siamo diventati tristi. Ma prima non eravamo così, vero? Ho sempre pensato di essere stata io il freno alla tua tristezza... invece mi sembra ormai che siamo sulla stessa barca dell'infelicità. [Take this sinking boat and point it home... dice quella bellissima canzone che ho scoperto oggi e che sento ormai da ore]. Che darei oggi per essere a casa... ho commesso uno dei peccati capitali dell'amicizia... lasciare degli amici vecchi per degli amici nuovi. Vorrei essere lì per far quadrare i conti. E bilanciare vecchi&nuovi. Con Shepp oggi si scherzava sulla mia autostima... ci chiedevamo con che unità si misura l'autostima... perchè se fosse in kg ho scoperto allora che quei tre kg che ho perso li ho tolti alla mia autostima. Mi sembrava in effetti di essere sempre la stessa... Non capisco perchè tutti si sconvolgono se passo il sabato sera in casa da sola. Prometto che starò lontana dai coltelli e dalle lamette. E chiuderò il gas. E prometto di scegliere il film giusto da guardare. Mentre vago per casa con la mia felpa coi barboncini rosa, ho solo voglia di silenzio.
Eternal Sunshine of the Spotless Mind
Proprietà transitiva
Fuori i clacson strombazzano. Bandiere viola e gigli ridenti. Anche la pioggia spazzata via da un sole caldo. Insomma la Fiorentina è riuscita ad arrivare ai preliminari di Champions ai danni del mio Milan. Però sono contenta così. E' quello che speravo. Nascondendomi dietro la possibilità di assistere per la prima volta ad una partita della vecchia Coppa dei Campioni (che tanti bei ricordi suscita), in realtà pensavo che forse le passioni hanno proprietà transitive... In matematica una relazione in un insieme X è transitiva se e solo se per ogni A, B, C appartenenti a X se A è in relazione con B e B è in relazione con C, allora anche A sarà in relazione con C. Se Paola è in relazione con qualcuno che ama la Fiorentina, e qualcuno che ama la Fiorentina è inevitabilmente in relazione con la Fiorentina stessa, allora anche Paola amerà la Fiorentina.
Paola
abitante di Firenze e abitante di Firenze
Fiorentina
------> Paola
Fiorentina
Forse non si tratta solo di relazionarsi, si tratta di trovare delle persone che diventano parte della tua vita e ti trasmettono certe cose senza neanche che tu te ne renda conto. Ora vedo tante cose attraverso i loro occhi.
E vedo cose mai viste.
Musa di nessuno
*So che è deciso già
Da mani che hanno fame di andar via
C’è così poco intorno a te
Che lo rivuoi
E non è speciale ma è per te
E non sa di niente ma di te
Tu che questo figlio non lo vuoi
E io non so
E io non so
Per ogni taglio che hai
Sulle tue mani oscene c’è un perchè
Crudele come non è mai per te
Musa di nessuno come sei
Che non sai di niente ma di te
Che mi guardi e io non capirò
Io che non so
Io che non so*
Afterhours

Premetto che dopo mezz'ora che avevo iniziato a scrivere questo post mi era già venuto un esaurimento nervoso... ho cambiato idea un miliardo di volte... grazie a OvunqueProteggi a cui ho rubato l'idea.
1-Primo disco acquistato: " Lorenzo 90-95 " Jovanotti
2- Ultimo disco acquistato: " La finestra " Negramaro
3- Disco che ha cambiato la tua vita: " All’una e trentacinque circa " Vinicio Capossela
4- Copertina preferita: " Rispetto " Zucchero
5- La canzone che vorresti aver scritto tu: " Think! ” Aretha Franklin
6- Quella che vorresti fosse stata scritta per te: " Meravigliosa creatura " Gianna Nannini
7- Quella che ti fa venire in mente la tua infanzia: " Acqua azzurra acqua chiara " Lucio Battisti
8- Quella che riassume la tua adolescenza: " Albachiara " Vasco Rossi
9- Quella con cui vorresti svegliarti: “ Sunday mornings ” Maroon 5
10- Quella che vorresti per un tramonto: " When a man loves a woman ” Percy Sledge
11- Quella da suonare con gli amici sulla spiaggia: " La Paranza " Daniele Silvestri
12- Quella che non vuoi sentire mai più: " Misunderstood ” Robbie Williams
13- Quella che odiavi ma adesso ami: “ Nuotando nell’aria ” Marlene Kunts
14- Quella che vorresti al tuo matrimonio: " The way to look tonight " Tony Bennet
15- Quella che vorresti al tuo funerale: " In a sentimental mood " John Coltrane
16- Quella che descrive perfettamente un momento della tua vita: " E…” Vasco Rossi
17- Quella che non conosceresti se non fosse per un tuo amico: " Come back " Pearl Jam
18- Quella che ti fa venire in mente la prima cotta: " Io ti cercherò " Jovanotti
19- Quella che ti fa pensare alla solitudine: “ Everybody Hurts ” Rem
20- Quella per quando sei incazzata: " Bad day " Rem
21- Quella con il miglior inizio: " La vie en rose ” nella versione di Armstrong
22- Quella che più ti estranea dalla realtà: " L’echec " Yann Tiersen
23- Quella più triste: " Christmas song " Vinicio Capossela
24- Quella che quando la senti ti fa sentire una gran figa: “ I’m a bitch ” Alanis Morisette
25- Quella più brutta che hai in casa: " Sere Nere " Tiziano Ferro
26- La migliore di una colonna sonora: “ Guaranteed ” Eddie Vedder nel film "Into the wild"
27- La migliore da sentire in viaggio: " Every breath you take " Police
28- Quella per uscire con gli amici: " Tequila " Buena Vista Social Club
29- Quella che ascolteresti mentre sei nello spazio e si sgancia il cordone che ti lega alla navicella: " Under Pressure " Queen
30- Quella che ti mette addosso ottimismo: " I wish you Love ” Rachael Yamagata
31- Quella da cantare sotto la doccia: " Le cose in comune ” Daniele Silvestri
32- Quella che ti fa venire voglia di ballare: " Oye como va " Santana
33- Quella con il testo più originale: " Servi della gleba " Elio e le Storie Tese
34- Quella con il testo più bello che hai mai sentito: " La cura ” Battiato
35- Quella su cui fare l'amore: " You are so beautiful to me " Joe Cocker
36- Quella nostalgica: " Moon River " Armstrong
37- Quella sull'amore vero: " Lontano Lontano " Luigi Tenco
38- Quella più dolce: " Profondo " Amalia Grè
39- Quella da sapere a memoria: " With or without you " U2
40- Quella storica: " We are the champions ” Queen
41- Quella che ti è stata dedicata: " Più bella cosa " Eros Ramazzotti
42- Quella per riflettere: " Imagine ” John Lennon
Discovery Channel
Ho scoperto che era una vita che non vedevo l'alba. Che poi l'alba vista dal sedile di un pulman mentre l'asfalto corre via e la musica ti vibra nelle orecchie è ancora più bella. Ho scoperto che per alcune persone dieci centesimi per un sms sono davvero troppi (anzi credo siano aumentati... quindici centesimi??!! E allora è ancora peggio). Ho sempre odiato il rosa ma ho scoperto di avere tantissimo rosa nel mio armadio. Ho riscoperto quanto amo il mare e ho scoperto ben sette gradazioni di blu da una spiaggia deserta il cinque di maggio. Ho scoperto che il saggio Arcadio aveva ragione a dirmi che dovevo prendere in considerazione l'ipotesi che quel tanto odiato t.v.b. potesse essere vero. E io che l'avevo sempre considerato meno di niente rispetto a un ti amo... Ho scoperto che da grande farò la cassiera magari dell'Esselunga perchè come cassiera per la bancarella dello zucchero filato ci so davvero fare e lo zucchero filato lo mangio anche con una certa classe. Non avevo mai notato quel sorriso disarmante dei bambini di fronte a quella strana nuvola zuccherosa. Ho scoperto che i tacchi a spillo non fan per me. Ho scoperto che non sarò mai quella che vorresti. Ho scoperto che sono una di quelle donne patetiche che si commuovono ai matrimoni però ho un'attenuante: mi son sentita sussurrare un ti voglio bene mentre stringevo qualcuno con un vestito di pizzo bianco bellissimo. Ecco... i ti voglio bene ritornano.. in effetti ho scoperto di volere bene a qualcuno e a qualcun'altro meno. Per un attimo il mio principio-guida sull'autosufficienza dell'essere umano ha vacillato e ho scoperto che da ora in poi voglio diventare la persona più cinica che conosco. Ho pensato di voler chiudere questo blog perchè ci sarebbe tanti buoni motivi per farlo ma ho scoperto che era una cazzata perchè il template è ancora da sistemare e finchè non lo faccio non si può chiudere bottega. Ho scoperto che alcune persone mi sono mancate troppo e ho scoperto che ad altre non sono mancata per niente. Ho scoperto che la storia si ripete mentre io, invece, cambio. E non mi sembra poi una bella cosa. Bon voyage.
Questione di tempi (?)
"Ti sbagli, Elinor," esclamò Marianne fervidamente, "se credi che io conosca poco Willoughby. Non lo conosco da molto tempo, è vero, eppure lo conosco meglio di qualunque altra creatura al mondo, eccettuate la mamma e te.
Non sono il tempo o l'occasione a creare l'intimità, ma solo la disposizione.
Sette anni non basterebbero a far sì che alcune persone si conoscano a vicenda, e, per altri, sette giorni sono più che sufficienti. Mi sentirei colpevole d'una sconvenienza molto maggiore se accettassi un cavallo da mio fratello, piuttosto che da Willoughby".
Ragione e sentimento (Jane Austen)
Se dovesse sopraggiungere l'arteriosclerosi...
Avevo deciso di attendere la fine del corso prima di scrivere questo post. Ma, dopo aver guardato tutte le nostre foto e i video (alcuni particolarmente indecenti), mi sono sentita ispirata. Credo che questo corso di spagnolo abbia significato qualcosa per ognuno di noi. Non so se la stessa cosa oppure cose diverse. Non credo che importi. Ognuno se lo porterà con se, il suo significato. Ma non posso non fare un elenco di una serie di cose che per la maggior parte delle persone normali non vorranno dire assolutamente nulla, ma per noi sono indimenticabili, visto che per anni ancora continueremo a riderne. E allora lascio questa testimonianza nell'etere caso mai l'arteriosclerosi ci porti via qualche ricordo prematuramente. Credo che il primo posto spetti necessariamente a "Uuuuaaaahhhh" e non parlo solo dell'elemento sonoro ma anche del gesto annesso e di tutto ciò che per noi vuol dire. Nato in una strana serata al Pallaio, proprio quella sera in cui avevo deciso di non uscire per complicazioni sopraggiunte nel pomeriggio (ma immaginate se non fossi uscita per davvero???? Ora non sarebbe tra noi!!!), in risposta a dei vicini di tavolo particolarmente chiassosi, Uuuuuaaahhh rappresenta prima di tutto il logo della nostra casa di produzione. Ci ha accompagnato in ogni occasione, come incitamento in momenti di sclero, come gesto scaramantico, come segno di una superiorità schiacciante in territorio spagnolo. L'immagine clou??? Io che esco da tutte le finestrelle della capanna amazzonica facendo il suddetto gesto allietando gli Yanomami ancora presenti! Il secondo posto l'è duro... però credo debba essere assegnato a "En Brasil hay doce milliones de personas sin tierra". Non è solo una frase. E' una combinazione tra Giacopo, la sua voce da conquistadores, e la lingua spagnola. E' una cosa che voi umani non potete capire. Il supporto cartaceo da cui tutto questo è nato ora troneggia sul mio armadio come un reperto d'altri tempi. Lo conserverò con cura. Diventato la suoneria del mio cellulare, "En Brasil..." è ormai uno stile di vita. Il terzo posto va all'urlo combinato "Pablitaaaaa"-"Matiaaaassss" nato in uno dei tanti pomeriggi di sclero quando il nostro documentario sull'Amazzonia prendeva vita dalle esperte mani di Giacopo. Quando ancora non si sapeva che sarebbe stato così bello da farci commuovere ai titoli di coda. Ora giro per casa cercando tra le pareti paperiniane il mio companeros... nonostante la mancata presenza fisica credo che da Bagno a Ripoli possa davvero sentirmi. Allora il podio è stato deciso. Siete d'accordo??? Pero' questi mesi ci hanno regalato anche tanto altro: il mitico bar "Trology" e tutti i suoi strani componenti alias Ndranghi e Igor, certi elementi innominabili del lettorato vedi l'infemminato ossessionato dai 6 crediti e la ragazza bionda dalle capacità intellettive di un criceto, passando per la napoletana-cozza ("Scusa posso farti una domanda?"), la mitiga Olga e le sue calze smagliate, Basettona&Ridge, la pasta ai quattro formaggi e noci di Giacopo, i mitici Yanomami, i telefoni che squillano e i miei passaggi di fotocopie alla domanda "che ore sono?", tanti mojiti con
tanto ghiaccio, le fucilazioni immaginarie dei novoliani, cremine per il caffè e torte MulinoBianco, sogni di convivenze in città lontane, Giacopo che fissa il mio guest book col naso sulla puerta, cierrala&pontetelo, Mattia e il martini delle 17, i taglieri, il mitico GPS, una giornata ai Gigli, parecchie dosi di sclero solitario/collettivo, un giro in un negozio di golf, le prime chattate quando eravamo semi-sconosciuti, le fughe alla macchinetta del caffè durante le lezioni, giornate in biblio, nascita di tessere della mensa, le maledette regole dell'accento spagnolo, le risate, le risate, le risate. Limite tendente all'infinito. E' stato un piacere lavorare con voi.
I love Yanomami, ma anche voi.
Yo soy.
La profesora e la sua fissazione con la socializzazione. Il primo giorno di lezione mi era sembrata una forzatura. Una gran rottura di palle. Invece aveva proprio ragione. Dopo giornate così è bello starsene un po' immersi nel silenzio di quattro pareti verdi perchè si ha modo di apprezzare di più. Tutte quelle risate... E' che con certa gente ci si trova e basta. Non c'è nulla da spiegare. E' bello andare a dormire e pensare che la giornata appena trascorsa è una di quelle che ti ricorderai per tanto di quel tempo che ti sembrerà di riviverla ogni giorno. Se ci si fosse trovati prima... quanto tempo.. quante risate perdute... si poteva anche non incontrarsi mai vista la mia predisposizione per tutto ciò che è nonfrequentante. Eppure siamo qui. Per fortuna. Se penso a come sono entrata velocemente nelle vostre vite quasi stento a crederci. Se penso a tutte le domande che mi ronzavano in testa su chi eravate, cosa volevate, dove volevate andare... è che quando si ha di fronte qualcuno che ci incuriosisce si ha voglia di sapere tutto e subito. Come se si volesse recuperare il tempo perso. Il primo caffè da 'ndranghi sembrava ieri... Yo estoy muy feliz. Anzi direi proprio soy feliz perchè mi sembra la condizione più permanente che io abbia mai vissuto. Non vedo l'ora che sia domani.
